di Dave Gamba, personal trainer
e Giorgia Visentini, biologa nutrizionista

 

Questo articolo non può, neanche volendo, esporre tutti i dati e le ricerche riguardo il mito del Colesterolo. Dunque ci limiteremo a dare una panoramica generale delle ricerche oggigiorno e i dati più inconfutabili che ogni persona dovrebbe conoscere.

L’idea che il Colesterolo faccia male è così inculcata nella mentalità delle persone che cercare di portare un cambiamento di mentalità viene preso a priori come una sciocchezza. Quindi scrivo questo articolo completo per dimostrare che questo argomento non è una sciocchezza ed è anzi di vitale importanza per il benessere di tutti.

È stato forse l’elemento più accusato di malattie cardiovascolare di tutti i tempi e inoltre ha gettato altre 2 categorie importanti nel baratro insieme a lui: i grassi saturi e le uova. In questo articolo parleremo molto anche del perfetto utilizzo delle Uova per la salute.

Anche i testi che troverai nella bibliografia in fondo sono solo una piccola parte della letteratura scientifica rivoluzionaria riguardo il Colesterolo. Moltissimi medici innovativi hanno scritto contro il mito imperante del Colesterolo, ma qui farò riferimento solo ad alcuni naturalmente, per questioni di spazio. Ad ogni modo le informazioni principali si ripetono in ogni testo e ciò che emerge sempre è ciò che troverai in questo articolo.

Quello che scoprirai leggendolo fino in fondo è una cosa molto semplice:

senza abbondante Colesterolo il nostro corpo morirebbe

Subito, all’istante. Vedremo che l’idea di abbassarlo oltre certi limiti è assurda e dannosa.

Se non mi hai ancora preso per matto e vuoi arrivare fino in fondo prenditi qualche minuto in più per leggerlo con calma. Ne varrà la pena.

CHE FUNZIONI HA IL COLESTEROLO NEL CORPO?

Innanzitutto, il Colesterolo è un grasso.
Il colesterolo è vitale per le funzioni, per la costruzione, il mantenimento e le normali funzioni delle (rullo di tamburi)… MEMBRANE CELLULARI.

Sai cosa significa? Che la protezione di ogni singola tua cellula è costituita come primo materiale da colesterolo. E indovina cosa succede se c’è uno scarso ricambio di questo materiale nel tuo organismo? Esatto, un disastro. Le tue cellule si indeboliscono e diventano più vulnerabili a problemi che possono arrivare dall’’esterno.

Nella pratica, le cellule senza colesterolo non possono proprio funzionare. Non possono riprodursi e non possono moltiplicarsi perché manca la ‘materia prima’ (ti ricordo che l’invecchiamento del corpo è un graduale peggiormanto della moltiplicazione cellulare).

Inoltre il colesterolo è fondamentale per produrre la bile.
È un precursore (serve alla creazione) della vitamina D.
E della guaina mielinica che ricopre le fibre nervose.
E degli ormoni steroidei e di quelli sessuali.

Il cervello ne ha bisogno in ENORME quantità. Esso infatti è costituito di Colesterolo circa il 25%.

Ne abbiamo così bisogno che il corpo può produrre colesterolo autonomamente. Ed è assolutamente necessario visto che senza questa molecola le cellule morirebbero entro breve.

Ma fermiamoci un attimo a parlare proprio del suo rapporto col Cervello…

 

CERVELLO E COLESTEROLO

Il cervello è un organo che costituisce solo il 2% del peso totale del corpo, eppure contiene circa il 25% del colesterolo totale del nostro organismo.

È stato determinato che il fattore limitante che influenza la crescita delle sinapsi e la formazione delle guaine mieliniche – e quindi la qualità degli impulsi nervosi – è la disponibilità di Colesterolo.
Questa molecola infatti gioca un ruolo estremamente importante sia nella sinapsi, modellando le due membrane cellulari in una perfetta aderenza in modo che il segnale chimico (o neurotrasmettitore) possa facilmente passare al neurone post sinaptico, che nel rivestimento della guaina mielinica che isola i neuroni velocizzando la trasmissione degli impulsi nervosi.

 

Il cervello ha bisogno di colesterolo per funzionare pienamente e correttamente.

 

Alcuni studi ipotizzano che l’abbassamento drastico del colesterolo dietetico causato da restrizioni alimentari o dalle statine potrebbe rallentare le connessioni che facilitano il pensiero e la memoria, con maggior rischio di perdita di quest’ultima, e potrebbero anche portare alla formazione di proteine anomale (le stesse osservate nel cervello dei malati di Alzheimer).
Quindi si scopre in realtà che il Colesterolo in sé non è così dannoso come ci hanno fatto credere: anzi è in grado di aumentare la produzione di un componente fondamentale del sistema nervoso (la guaina mielinica appunto) che facilita la corretta comunicazione delle cellule nervose e previene l’insorgenza di malattie del cervello come il Parkinson e la malattia di Alzheimer.

 

Ma perché allora il Colesterolo rappresenta un problema per la nostra società?

Dal punto di vista biochimico e fisico, il colesterolo è una sostanza fluida che in una parete estremamente liscia come quella dei vasi di per sé farebbe molta fatica ad accumularsi.
Difatti, non basta un’ipercolesterolemia perché si formi una placca aterosclerotica: un soggetto con 300-400 mg di colesterolo potrebbe idealmente arrivare anche a 90 anni senza placche.
Il problema di fondo è la condizione della membrana dei vasi. Se questa è sana e liscia, il colesterolo non avrà “punti di appiglio” e scorrerà tranquillamente. Ma se la membrana è danneggiata da condizioni e abitudini di vita poco salutari come quelle tipicamente occidentali (fumo, alcol, diabete, ipertensione arteriosa, inattività fisica, obesità viscerale ecc.), si scatenerà una serie di risposte ossidative che porterà al deposito del colesterolo e alla formazione della placca.
Il segreto per mantenere livelli sani di colesterolo nel corpo non è quindi quello di prendere farmaci sintetici, ma piuttosto ottenere e mantenere una buona salute attraverso un corretto stile di vita che comprenda dieta e esercizio fisico.

 

“Grassi saturi e colesterolo nella dieta non sono la causa della malattia coronarica,” dice il Dott. George V. Mann, professore di medicina e biochimica presso la Vanderbilt University nel Tennessee.
“Questo mito è il più grande inganno scientifico di questo secolo, forse di ogni secolo”.

 

Dal punto di vista prettamente neurologico gli studi esistenti rafforzano ulteriormente l’idea che il colesterolo sia una componente necessaria del cervello e del sistema nervoso e che quindi l’uso (o abuso) di farmaci ipocolesterolemizzanti come le statine sia responsabile di un paradossale peggioramento della salute, causando varie patologie neurologiche tra cui il morbo di Alzheimer.
Ad esempio, i ricercatori del Max Planck Institute of Experimental Medicine in Germania, hanno alimentato un gruppo di topi con sindrome PMD (morbo neurologico) con una dieta ad alto contenuto di colesterolo per sei settimane, mentre un altro gruppo di topi PMD sono stati alimentati con una dieta a basso contenuto di colesterolo.
Il risultato è stato che quelli con la dieta ricca di colesterolo hanno subito una forte riduzione del declino cognitivo, viceversa quelli alimentati con basso colesterolo hanno continuato a peggiorare.
Interferendo infatti con la funzione naturale del fegato di produrre colesterolo, le statine possono effettivamente spogliare il corpo del necessario colesterolo e causare gravi danni al sistema nervoso.

 

E la Dieta chetogenica per il trattamento di malattie come il morbo di Alzheimer

Visto che stiamo parlando di cervello, ci sono alcuni dettagli ulteriori riguardo alimentazione-colesterolo nell’ambito delle patologie neurodegenerative.

Di fatto la Dieta Chetogenica, da sempre bistratta vista la larga mancanza di carboidrati, è venuta alla rivalsa ufficialmente quando si è osservato empiricamente per caso sui bambini, che funzionava come terapia alternativa non farmacologica su patologie neurologiche come l’epilessia.

Da allora, uno dei più promettenti nuovi metodi di trattamento per il morbo di Alzheimer, ad esemepio, è l’approccio ad una dieta very low carb, o dieta “chetogenica”.

Il nome deriva dal fatto che la forte restrizione dietetica dei carboidrati alimentari (soprattutto ad alto indice glicemico e insulinico) e il metabolismo dei grassi producono “corpi chetonici” come prodotto di scarto, e questi sono effettivamente una risorsa molto utile per il corretto funzionamento del cervello.

Sta infatti diventando sempre più chiaro che un metabolismo difettoso del glucosio a livello del sistema nervoso centrale (il cosiddetto “diabete di tipo 3”) è una caratteristica precoce del morbo di Alzheimer.  I neuroni possono infatti utilizzare i corpi chetonici sia come fonte di energia (in sostituzione del glucosio) che come precursore di GABA, un neurotrasmettitore essenziale responsabile nella regolazione dell’eccitabilità neuronale in tutto il sistema nervoso e responsabile per la regolazione del tono muscolare negli esseri umani.

Ecco quindi che diventa sempre più chiara e importante la possibilità di controllare strettamente i livelli di glucosio e insulina plasmatici, piuttosto che di “colesterolo alimentare”, sia per quanto concerne patologie cardiache e coronariche, che per importantissimi risvolti dal punto di vista neurologico.

Per approfondire questo tema suggeriamo la lettura dei testi del dr David Perlmutter, il neurochirurgo internazionale che più di tutti ha esplorato chetogeniche per problemi  pienamente su grande scala.

 

 

OK, MA PERCHE’ MI DICONO CHE NON DOVREI MANGIARLO?

Eppure un qualche tipo di lavaggio di cervello indotto ci ha portato a temere che possa venirci un infarto cardiaco solo dicendo la parola ‘Colesterolo’. Questo luogo comune ha portato a un uso limitato di alcuni grassi saturi e alti in colesterolo, in principio fondamentali  nelle vecchie generazioni come burro e uova.

Quando abbiamo un’infiammazione nel corpo il Colesterolo si alza. Quindi i medici in principio pensarono che se il colesterolo è  alto crea infiammazioni nelle arterie. E le infiammazioni nelle arterie creano placche (ateromatose), ovvero delle ‘ostruzioni’ che possono causare diversi danni.

Infatti le placche ateromatose induriscono le arterie, che perdono parte della loro funzionalità ed ostruiscono il flusso del sangueVengono così a mancare l’apporto di ossigeno e di sostanze nutritive alle cellule, che ne risultano danneggiate e possono morire. Vengono così quindi l’ischemia, che è la necrosi (morte) di una quantità limitata di cellule e l’infarto, che è una necrosi massiva (morte di una grande quantità) delle cellule. Gli organi più colpiti sono il cervello (ictus), il cuore (infarto) e l’intestino (quasi sempre mortale).

Il piccolo particolare che era sfuggito in principio era che il colesterolo ARRIVA sul luogo di un’infiammazione proprio per GUARIRLA o tamponarla nel migliore dei modi possibili.

Eliminare il Colesterolo con una medicina è pazzia.

Togliere il sintomo non guarisce la causa, anzi peggiora grandemente la guarigione.

Vediamo esattamente come funziona il processo di infiammazione, dove tutto ha origine: in genere l’infiammazione è una reazione del corpo a degli ‘invasori’ o agenti esterni, ed è la sua tecnica per iniziare l’espulsione e/o guarigione.
Ad esempio, quando ti tagli  ha inizio un’infiammazione che permette al sangue di diventare più consistente (e impedirti di morire sanguinante), aumenta la vasocostrizione, alza il sistema immunitario e le cellule si moltiplicano per riparare il danno.

Ecco, quando un’infiammazione accade nelle tue arterie succede la stessa cosa, eccetto che il rimarginarsi della ‘ferita’ dell’infiammazione si chiama placca.
Questa placca fondamentalmente può alzare la tua pressione sanguigna e minacciare un attacco di cuore. In tutto questo il colesterolo non è ancora apparso! (dunque non sarà di certo la causa).
Ricordi che abbiamo visto prima che il colesterolo è necessario per la creazione delle cellule come componenente della membrana cellulare? Quindi se ci sono delle cellule che vanno rimpiazzate inseguito a una ferita il tuo fegato riceverà il segnale di rilasciare il colesterolo accumulato nel sangue. Questo permettà di formare nuove cellule sane. A meno che tu non fermi tutto con una medicina naturalmente.

La placca ateromatosa si può formare benissimo anche in presenza di basso colesterolo nel sangue e, viceversa, persone con colesterolo alto possono non avere nessuna placca.
Proprio perchè essa nasce da un processo di infiammazione che richiama linfociti (sistema immunitario) che a loro volta richiamano colesterolo e ad altre sostanze per formare nuove cellule con cui sostituire le cellule morte nell’infiammazione (come un ‘cicatrice’ necessaria per ‘chiudere’ la ferita).

Gran parte delle persone vive con infiammazioni croniche nel circolo sanguigno, e questo porta loro ad avere costanti livelli di colesterolo alto. Ma il colesterolo non è la causa, è il sintomo (cioè il tentativo di riparare).

E da dove nascono tutte queste infiammazioni?
Dagli sbilanciamenti ormonali dovuti quasi tutti all’innalzamento dell’insulina, naturalmente. E come sappiamo questo accade per il largo consumo di zuccheri, cereali e farine (alla base della piramide alimentare della medicina tradizionale), il fumo, lo stress, i grassi trans-genici, i cibi cotti ad alte temperature.
Ma tutto questo sarà materiale per un altro articolo completo a riguardo.

Ciò che conta ricordare è che la dieta è molto importante, ma la riduzione del colesterolo assunto dai cibi non conta.

IL COLESTEROLO ALTO NON CAUSA MALATTIE CARDIACHE

Questo è uno dei luoghi comuni più vecchi al mondo. Le sperimentazioni hanno scagionato da più di 30anni (!!!) il colesterolo dalle malattie cardiache. Semplicemente non viene divulgato.

Le percentuali di malattie cardiache delle persone con colesterolo alto sono identiche a quelle con colesterolo nella norma (secondo i valori di riferimento della medicina tradizionale occidentale, stabiliti anch’essi arbitrariamente).

Per usare le parole del Dr Mercola:

” Ho visto un certo numero di persone con livelli di colesterolo totale oltre 250 che in realtà non erano a rischio di malattia cardiaca. Al contrario, ho visto spesso che chi aveva livelli di colesterolo sotto i 200 che erano a un rischio molto elevato di malattie cardiache in base alle seguenti prove supplementari:

Rapporto HDL / colesterolo
Rapporto trigliceridi / HDL

Percentuale di HDL è un fattore di rischio di malattia cardiaca molto potente. Basta dividere il livello di HDL il colesterolo. Tale rapporto dovrebbe essere idealmente al di sopra del 24 per cento.

È anche possibile fare la stessa cosa con i vostri trigliceridi e HDL. Tale rapporto deve essere inferiore a 2 ”

Anche il dottor Schauss, che lavora al Centro di Charles Poliquin, spiega semplicemente i dati più importanti emersi da decenni di sue ricerche:

“ Il colesterolo è stato connesso con le malattie cardiache ed è anche stato chiamato uno dei marcatori per le malattie del cuore, ma questa è una designazione erronea – perché non lo è. Quando esaminiamo i risultati di ricerche legittime, scopriamo che il colesterolo NON è in modo definitivo connesso con le malattie del cuore.

“Naturalmente vediamo gente con un livello alto di colesterolo che ha la tendenza a soffrire di malattie di cuore, queste non sono causate dal colesterolo ma dal bloccaggio nelle arterie che è causato da altri fattori tra cui l’infiammazione. Inoltre, livelli bassi di colesterolo sono implicati in molte malattie diverse. Per esempio nel 1999 ci fu una ricerca pubblicata nel periodico Circulation sotto forma di editoriale che disse che le persone con il colesterolo troppo basso, per essere specifici sotto 160, avevano una tendenza maggiore alla depressione, suicidio, incidenti, certi tipi di cancro e ictus celebrale. […]

“Un’altra misurazione che mi sembra molto utile è il rapporto fra trigliceridi e HDL. Questo rapporto deve essere 2 o meno – in altre parole, tu vuoi i tuoi trigliceridi molto più bassi delle tue HDL. Le persone che anno livelli alti di trigliceridi hanno la propensità, di soffrire un infarto, molto più di quelli che hanno un livello alto di LDL, perché i trigliceridi sono molto alcalini per cui possono causare un grande danno nelle arterie. Percio più alta è la proporzione di trigliceridi, peggio è per te.”

[…] Quando gli esami di laboratorio indicano un alto livello di trigliceridi, devi farli abbassare velocemente e la maniera migliore che conosco per farlo è di ingerire i grassi acidi essenziali che si trovano nell’olio di pesce (ndr Omega3).”

E sempre il dottor Shauss dice:

“Secondo questa teoria, il colesterolo è tossico per le arterie. Alcuni fautori di questa teoria, raccomandano quindi di abbassare al massimo il colesterolo. Ma queste sono solo delle ipotesi senza validazione scientifica. Sono credenze indotte  dalle industrie farmaceutiche e alimentari. E non hanno una base razionale.

Abbassano il colesterolo ma senza alcun effetto sulla mortalità. Molti studi su questi farmaci restano sospetti a causa del coinvolgimento delle industrie farmaceutiche. “

Sullo stesso argomento scrive il medico svedese Uffe Ravnskov nel suo libro ‘Il Grasso e il Colesterolo sono buoni per te’:

 “Se si utilizzano tutti i dati disponibili, ecco che il rapporto tra il consumo di grassi in generale e la morte per arresto cardiaco si dimostra inesistente. Ad esempio, negli Stati Uniti la mortalità dovuta a cardiopatie coronariche è tre volte più alta che in Norvegia, anche se in entrambi i paesi il consumo di grassi era all’incirca lo stesso”.

E di nuovo sempre dr Uffe Ravnskov:

“I medici e le case farmaceutiche interessati alla suddetta iniziativa ne traggono direttamente un grande vantaggio. La Roche Diagnostics produce apparecchiature per la misurazione del tasso di colesterolo. I cardiologi hanno nuovi pazienti che vanno a farsi visitare, e a essi consigliano di non consumare burro, cosa che giova alla ditta Becel, produttrice di margarina. La ditta Pfizer poi guadagna miliardi di euro vendendo in tutto il mondo farmaci che riducono la colesterolemia. Poche volte prima di oggi si è mai vista una campagna pubblicitaria che induce la maggioranza della popolazione a pensare di essere malata, organizzata con tanta convinzione e con tanto dispendio di risorse.”

In altre parole, se si crea una malattia, tutti vorranno il farmaco.

PERCHE’ EVITARE IL COLESTEROLO TI FA MALE

SE NON LO MANGI, LO PRODURRAI SMODATAMENTE

Infatti circa L’80%  del colesterolo è endogeno (cioè creato dall’organismo) e si forma prevalentemente nel fegato (in misura molto minore viene prodotto da surrene, testicolo, polmone ecc.). Solo il 20% è  esogeno, cioè  proveniente dall’alimentazione.
L’’organismo di un adulto produce da solo tra gli 1 e i 2 grammi al giorno di colesterolo. Solo una piccola parte viene assunta con l’’alimentazione: parliamo di circa 0,1gr. o, al massimo 0,3gr. tuttavia, per mezzo di un’’alimentazione esagerata si può arrivare sino a 0,5 gr. Ma niente di paragonabile alla nostra produzione.

Sai perché le persone che sono in un ferrea dieta a basso colesterolo mantengono sempre i livelli di colesterolo alti? Perché meno colesterolo tu mangi più colesterolo è costretto a produrre da solo. La quantità di colesterolo che il tuo fegato produce è direttamente proporzionata a quanto colesterolo mangi. Meno ne mangi più ne devi produrre.

COLESTEROLO E VITAMINA D

Immagino che già conoscerai l’importanza della vitamina D (che a proposito si è scoperto ultimamente essere un ormone e non una vitamina) e della sua produzione nella nostra pelle tramite l’energia solare. Bene, se il nostro livello di colesterolo è troppo basso non sarà in grado di utilizzare il sole per generare sufficienti livelli di vitamina D.

Inoltre, considera un altro dato evidente sui suoi benefici: l’HDL (cosiddetto buono) gira per i tessuti del tuo corpo e raccoglie il colesterolo nelle arterie e lo porta indietro al fegato, dove è maggiormente prodotto. Se l’intenzione fosse quella di eliminare il colesterolo non avrebbe piàù senso portarlo ai reni ed eliminarlo nelle urine come fanno tutte le altre sostanze di scarto?
Invece torna al fegato, in modo che il fegato possa riutilizzarlo. Il corpo cerca di conservarlo e riutilizzarlo proprio per la sua vitale importanza per la salute.

LE UOVA ABBASSANO I TRIGLICERIDI NEL SANGUE

I quali sono un un riferimento sicuramente migliore per capire i rischi di malattie cardiache rispetto ai livelli di colesterolo (come abbiamo visto prima col dottor Shauss). Infatti i trigliceridi alti sono davvero collegati a malattie come l’arteriosclerosi e infarti. Al contrario del colesterolo.

IL COLESTEROLO ALZA IL TESTOSTERONE

Bisogna aggiungere altro? il testosterone è fondamentale sia per gli uomini che per le donne (che lo convertiranno in estrogeni con un passaggio biochimico in più, detto aromatizzazione)
Testosterone alto significa tutte le funzioni anaboliche al massimo, alta produzione di globuli rossi, sistema immunitario alto, protezione contro osteoporosi e invecchiamento e alza i livelli di energia la massimo, meno grasso, più muscoli, più forza, più energia, più vitalità. Mi fermo qui.

Senza colesterolo risulta molto difficile produrre testo. Barry Sears ne parlava già 15 anni fa nella dieta a zona.

QUINDI QUANTO COLESTEROLO DEVO AVERE?

I valori di riferimento del colesterolo (a volte persino fino di 120-130) sono pericolosamente bassi. Qualsiasi valore sotto 150 è da considerarsi pericoloso ed è buona norma tenere i valori vicino 200 (cit. dr Mercola).

Colesterolo troppo BASSO è associato a patologie molto gravi quali :

– Un aumentato rischio di polineuropatia (danni ai nervi che provoca dolore alle mani e ai piedi e problemi a camminare)
– Il deterioramento cognitivo, compresa la perdita memoria
– Un potenziale aumento del rischio di cancro
– Diminuzione della sistema immunitario
– Problemi al fegato, tra cui un potenziale aumento degli enzimi epatici (così le persone che assumono le statine devono essere regolarmente monitorati per la funzione epatica normale).
– Depressione
– Vertigini croniche

 

 

COSA DEVO FARE PER REGOLARIZZARE INFIAMMAZIONI E COLESTEROLO?

Ci sono moltissimi cambiamenti che si possono attuare nelle proprie abitudini, ma le principali riguardo questo argomento sono:

– Consumare grassi di buona qualità è necessario (leggi anche il mio articolo sui grassi per saperne di più), come Omega3, olio d’Oliva Extravergine, Cocco e olio di cocco, Avocado, Uova. (ognuno di questi grassi ha funzioni diverse, ognuna necessaria e benefica).

– Cercare di seguire un piano nutrizionale personalizzato sulle tue caratteristiche individuali (come il Tipo Metabolico)

– aumentare i cibi crudi

– diminuire/eliminare zuccheri industriali e cereali dalle proprie abitudini

– smettere di fumare e stressarsi

– fare esercizio con costanza, minimo 3 volte alla settimana

 

 

TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE SULLE UOVA

Le uova in sè sono tra i nutrienti più sani che si possano mangiare. Sono un vero e proprio multivitaminico, contenendo quasi tutte le vitamine esistenti (attenzione, solo nel tuorlo), oltre come tutti sanno la migliore fonte di proteine. Circa 7g ad uovo intero (coefficiente biologico 100, ovvero il parametro di riferimento per tutti gli altri alimenti).

In realtà tutti gli studi più recenti hanno dimostrato ampiamente che le uova alzano il colesterolo buono nel sangue (HDL). E ulteriori studi hanno dimostrato che le uova a colazione mettono il corpo in una situazione anabolica ideale per affrontare la giornata, favorendo la perdita di adipe, la formazione muscolare e un migliore rilascio ormonale.

Di fatto, la maggioranza di problemi ormonali nella società di oggi (specialmente nelle donne, con problemi di ciclo) deriva proprio dalla mancanza di colesterolo alimentare. Ovvero spesso un insufficiente consumo di uova.

Per farlo in maniera efficace e sicura ricorda questo decalogo:

▶︎ Le uova devono essere di galline libere NON allevate in gabbia (codice 0 o 1 sul guscio, come prima cifra della sfilza di numeri). I nutrienti delle uova di galline in gabbia sono scarsissimi e il suo colesterolo è di bassa qualità. Oltre a far vivere le galline in condizioni spaventose, senza igiene, senza libertà e senza luce, con mangimi nocivi (che quindi passano anche nell’uovo che mangiamo).

▶︎ NON metterle in frigo se sono fresche, e se quando le hai comprate non erano in frigo bensì semplicemente a temperatura ambiente. Considera che le uova che trovi a temperaturea ambiente non refrigerate hanno naturalmente una durata più breve (7-10 giorni) dunque assicurati di guardare la data di deposito quando le acquisti.

▶︎ Sconsiglio da sempre MOLTO vivamente di mangiare solo il bianco dell’uovo (come fanno il 99% delle persone che vanno in palestra naturalmente) in quanto totalmente sprovvisto di vitamine e soprattutto di biotina (componente della B), elemento straricco nel tuorlo. Le persone che mangiano solo albume regolarmente e non integrano biotina con pastiglie sviluppa un deficit di biotina a causa di una glicoproteina chiamata avidina nell’albume che è molto efficace a veicolare la biotina, anche se parzialmente deattivata dalla cottura. Se si dovesse mangiare solo un parte dell’uovo quella sarebbe senz’altro il rosso. Non certo il bianco.

▶︎ Il colesterolo nelle uova alza i livelli di colesterolo buono HDL e abbassa il colesterolo cattivo LDL. Anche per la sua presenza di grassi Omega3 nelle uova di qualità.

▶︎ Non suggerisco però le uova con aggiunta di Omega3, visto che i mangimi ad Omega3 che vengono forniti alle galline sono spesso di bassissima qualità e comunque subiscono delle conversione nella digestione della gallina. Per aver dei grassi equilibrati e sani è più importante che la gallina mangi biologico o perlomeno viva libera (codici 0 e 1 appunto).

▶︎ Le uova contengono ottimi grassi, proteine, vitamine, sali minerali… ma non solo. Da una nuova ricerca sembra siano molto ricche di antiossidanti anche. Dovuti alla presenza di 2 aminoacidi triptofano e tirosina. 1 solo tuorlo contentiene già le proprietà antiossidanti di una mela biologica.
Naturalmente le proprietà antiossidanti dell’uovo vengono dimezzate quando cotte.

Inoltre ricordo che l’altissimo valore biologico delle proteine dell’uovo di cui parlano tutti è dato dall’unione di tuorlo e albume. L’albume da solo ha VB molto più basso.

▶︎ E’ consigliabile, perlomeno la maggior parte delle volte, cuocere il bianco e lasciare il tuorlo crudo. In questo modo si digeriscono e sfruttano i nutrienti di entrambe le parti eccezionalmente. Per farlo è sufficiente cuocere le uova alla coque (come sode, ma lasciandole 2min, 2min e mezzoe mangiandole col classico cucchiaino) oppure semplicemente al tegamino (occhio di bue) togliendole dal fuoco appena il bianco ha ‘solidificato’ e il rosso è ancora morbido e crudo.

▶︎ Cuocere a lungo il tuorlo ossiderà il colesterolo al suo interno, che non è propriamente l’ideale per un suo corretto utilizzo. Dunque ti ri-suggerisco caldamente di mangiarle almeno la maggior parte delle volte alla coque o al tegamino poco cotte, e solo saltuariamente strapazzate.

▶︎ Un altro metodo che consiglio ai più avanzati per mangiare le uova è semplicemente …totalmente crude. Si lo so, lo so, ormai devo essere completamente pazzo secondo te. Eppure gli studi sulla nutrizione delle uova crude sono vari e tutti nella stessa direzione: le uova crude di qualità (cod 0-1) e fresche (pochi giorni dal deposito) non creano nessun problema fisico, anzi forniscono la migliore nutrizione.
L’importante è che l’uovo sia ben chiuso e il guscio non presenti aperture (oltre freschezza e qualità, naturalmente).

Tuttavia, so bene che mangiare uova crude non sia propriamente entusiasmante per chi non lo ha mai fatto, e suggerisco di cominciare piano piano, magari inserendone una o due nel frullato o nell’impasto di verdure cotte (molto buono) dove il loro sapore quasi non si sente e anzi risulta piacevole.

E del resto tutti noi abbiamo già mangiato uova crude senza saperlo: ogni volta che abbiamo mangiato lo zabaione, il preparato di polpette, etc etc

Tutto questo ci porta direttamente alla domanda principale del prossimo paragrafo , che è…

MA LE UOVA CRUDE NON SONO A RISCHIO DI SALMONELLA?

I consigli salutistici arrivati da tutte le parti ci hanno sempre consigliato di mangiare le nostre uova cotte per diminuire il rischio di salmonella, ma fintanto che le uova sono pastorizzate all’origine e biologiche sono perfettamente sane. Il rischio di salmonella nasce quando gli animali vengono allevati in condizioni prive di igiene (allevamenti intensivi appunto), non certo quando vengono allevate all’aperto in grandi spazi liberi, con il cibo naturale per loro.
Nel caso di conusmo di uova ‘classiche’ da allevamento intensivo sono il primo a SCONSIGLIARE di mangiare le uova crude (questo vale anche per le ricette con uova crude).

Ma in caso di uova sane, non c’è da preoccuparsi.

Se vuoi riposizionare il tuo assetto ormonale verso una situazione sana e anabolica, cominciare la giornata con le uova, anche a giorni alterni, è la cosa migliore che puoi fare.

ALTRI DATI DA SAPERE SUL COLESTEROLO

L’UOMO DA 25 UOVA AL GIORNO

Ci fu il caso di un uomo che spazzò via da solo tutte le convizioni mediche sul Colesterolo nel 1990:
Qua sotto ti ho messo solo 2 degli innumerevoli link che puoi trovare sul web che parlano di uno dei casi medici più incredibili della storia: un uomo che ha mangiato 25 uova al giorno per tutta la vita. (se cerchi nel web troverai molto più materiale)

▶︎ http://www.mangiaconsapevole.com/forum/T-Colesterolo-perfetto-di-un-uomo-di-88-anni-che-mangia-25-uova-al-giorno.html

▶︎ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/03/29/mangia-25-uova-al-giorno-ma-non.html
I medici iniziarono a studiarlo e analizzare la situazione da ogni punto di vista. Il signore morì di morte naturale a 88 anni, con livelli di colesterolo nel sangue assolutamente regolari e nessun malattia degenerativa avanzata. Questo caso fu oggetto di studiò anche per i più scettici e spalancò la porta a le conoscenze di oggi proposte qui.

COLESTEROLO E BAMBINI

Se si seguissero alla lettera i consigli di certi medici, non si dovrebbe neppure nutrire i neonati con il latte materno: esso infatti è una vera e propria bomba al colesterolo. Ma in realtà sono proprio i bambini allattati al seno quelli che crescono meglio. Ed è normale, visto che le cellule nervose e il cervello necessitano, per strutturarsi, della GRANDE quantità di colesterolo presente nel latte materno.

Il colesterolo è talmente importante nella crescita che, quando è carente, possono insorgere seri problemi, disturbi del comportamento e mancato sviluppo sessuale in età adolescenziale.

COLESTEROLO E PSICOLOGIA

estratto di un articolo su www.linguaggiodelcorpo.it,
dello psicologo Marco Pacori

Di recente è stata pubblicata Pharmacopsychiatry un’indagine dello psichiatra Papassotiropoulos e altri dell’Università di Bonn in cui è stato provato in modo definitivo che livelli molto bassi di colesterolo nel circolo sanguigno favoriscono un comportamento suicida e aumentano in misura significativa il rischio di incorrere in incidenti mortali.

Il risultato più eclatante è stata la constatazione che la tendenza al suicidio decresce con l’aumento del colesterolo totale: chi aveva provato a suicidarsi mostrava valori notevolmente bassi di questo grasso sia in riferimento agli altri due gruppi sia rispetto alla media della popolazione generale. Bassi livelli di colesterolo non limitano il loro effetto nell’inclinazione al suicidio. Altri studi dimostrano che, tra i pazienti psichiatrici, chi ha questo profilo di colesterolo è in genere malinconico, aggressivo ed esibisce una condotta piuttosto violenta.

Anche chi è intensamente timido e inibito non è infrequente che riporti ridotte concentrazioni di colesterolo. È quanto affermano Bell e altri ricercatori dell’Università di Tucson in Arizona. Da una ricerca condotta da questi studiosi è emerso che i timidi non solo tendono ad avere un valore basso in questo lipide, ma presentano anche un livello di trigliceridi più alto della norma.

PENSIERI CONCLUSIVI

Ho cercato di riportare nel modo più sintetico e semplice l’immensa letteratura scientifica moderna riguardo il tema del colesterolo. Spero che questo possa portare nuova luce anche nelle persone semplicemente appassionate di fitness e salute, anche senza particolari patologie.

Stress, mancanze ormonali e squilibri insulinici sono problemi che appartengono a tutti, anche alle persone ‘non ancora’ malate nella società occidentale in cui siamo cresciuti. L’unica arma per proteggerci e stare bene è fondamentalmente la rottura di tutti gli schemi mentali canonici in cui siamo cresciuti e una nuova visione più aperta e più sveglia sul cibo e sulla nostra fisiologia naturale.

BIBLIOGRAFIA

Dr.Uffe Ravnskow, The Cholesterol Myths
e Fat and Colestherol is good for you
Dr. Michel de Lorgeril , Colesterolo: menzogne e propaganda
Dr. Mercola, Articoli e testi
Pubmed.com, ricerche
Dr. Schauss, Articoli e testi
Charles Poliquin, Articoli e testi
Dr.Barry Sears, Articoli e testi
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