Nota prima di cominciare
Questo articolo non vuole demonizzare nessun alimento.
Bensì mettere in luce alcuni aspetti meno noti della dieta Mediterranea di cui non si parla mai diffusamente.
L’idea di base è, a parità di macro, imparare a scegliere le fonti alimentari ideali per il nostro benessere. E non solo quello che la cultura popolare ci ha insegnato come ‘giusto’.

Questo articolo non è di tipo puramente Paleo, cosi come non lo è il mio approccio.

 

 

Il Glutine è il tabacco della nostra generazione.
Solo che è molto più grave.

David Perlmutter
Neurochirurgo internazionale e ricercatore
Membro dell’American College of Nutrition
Fondatore della Perlmutter Brain Foundation

 

Il Glutine è il classico tema di cui tutti parlano e quasi nessuno conosce.

Quando la gente in genere parla del Glutine pensa ai celiaci, agli intolleranti che devono mangiare pasta e biscotti senza Glutine. Né più né meno.

Invece

 

Questo articolo NON parlerà di Celiachia.

 

Questo articolo parlerà di un problema ben più grave della celiachia (che è fondamentalmente un disturbo di intolleranza intestinale, di cui ho già parlato nel mio articolo sulle Autoimmuni).

E’ più grave perchè quasi nessuno ne parla.
E’ più grave perchè riguarda gli effetti del Glutine sul Cervello e sul Sistema Nervoso.

 

Pertanto questo articolo riguarda non solo i celiaci, ma anche tutte le persone che hanno una SENSIBILITA’ al Glutine, grande o piccola che sia.

Tutti noi possiamo essere sensibili al Glutine da un punto di vista neurologico, in quanto vedremo come questa proteina collosa sia capace di infiammare il sistema nervoso (e come ripeto spesso in questo blog, l’infiammazione è il centro di qualsiasi disturbo o malattia).

 

Bisogna notare che quasi tutte queste scoperte sono relativamente recenti. Questo è il motivo per cui il tuo medico tradizionale probabilmente non ti parla di questi temi, e in generale i medici, biologi e scienziati non conoscono gran parte dei danni legati ai Cereali.
Questo è il motivo per cui se andrai dal tuo dietologo per dimagrire , molto probabilmente ti darà fette biscottate, farine e pasta come se piovesse.

Semplicemente perchè si è sempre fatto così.
E si riteneva che i carbo fossero tutti uguali…

la-dieta-intelligente-davegambaCome il dr David Perlmutter (neurochirurgo internazionale) dimostra nel suo ultimo testo La Dieta Intelligente (2015), andare da un medico dietologo non significa sempre fare la scelta migliore a priori. Dipende da quale medico si va. Da quanto è aggiornato e competente riguardo le ultime scoperte sulla natura umana.

 

Questo neurochirirugo rivoluzionario è anche membro dell’American College Nutrition (unico al mondo a ricoprire questi due ruoli insieme) e ha dedicato la sua intera vita alla ricerca sul rapporto tra Cereali – Cervello.

David_Perlmutter-davegambaIniziamo a esplorare le sue scoperte principali una per volta in questo blog, cominciando da questo primo articolo proprio sul Glutine.

 

Iniziamo.

 

RAPIDA PANORAMICA

 

Il Glutine è un Proteina presente nei cereali principali e il termine viene dal latino ‘Glutene’, che significa colla.
Infatti la caratteristica principale del Glutine è che è una proteina collosa. La sua consistenza permette agli impasti di frumento come pizza e pane di rimanere uniti e compatti.

Purtroppo questa caratteristica non è funzionale alla salute umana.

Molte persone e Clienti mi dicono

 

Beh, io non sono celiaco, ho fatto il test! Non c’è motivo per me di diminuire/eliminare il Glutine dalle mie abitudini.

 

Questo perchè non conoscono la differenza tra essere intolleranti al Glutine o avere Sensibilità al Glutine.

L’intollerante totale al Glutine, il Celiaco, sviluppa una reazione allergica al Glutine che causa danni all’intestino tenue. Come detto non approfondirò questo argomento, in quando ne ho già parlato abbondantemente altrove (come nell’articolo sui Cereali e sulle cause delle Malattie Autoimmuni). I Celiaci stanno aumentando a vista d’occhio in questi ultimi 50 anni e questo trend non è destinato a rallentare.

 

Quello che però in genere non si sa è che ci sono molti gradi diversi di Sensibilià al Glutine. E tutti comunque dannosi, a diversi livelli. Considerando che il Sistema Immunitario del 99% delle persone risponde in qualche modo alla presenza del Glutine, possiamo dire che in grande o piccola parte, siamo quasi tutti sensibili al Glutine.

La sensibilità al Glutine NON riguarda solo l’intestino, bensì tutti i tessuti del corpo. In particolare noi vedremo gli effetti sul Sistema Nervoso e quindi sul Cervello.

 

 

GLUTINE – CERVELLO – SISTEMA NERVOSO

 

Nel 1996 il dr Marios Hadjivassiliou, ricercatore del Royal Hallamshire Hospital di Sheffield, pubblicò sulla rivista scientifica Lancet una ricerca dove in conclusione dichiarava:

 

[…] I nostri dati suggeriscono che i pazienti con disturbi neurologici ingnoti hanno in comune una forte Sensibilità al Glutine […] […] I soggetti con sensibiità al Glutine hanno alte chance di sviluppare disturbi celebrali indipendentemente e in assenza di qualsiasi problema gastrointestinale […]

 

Successivamente nel 2002, sempre lo stesso dr Marios Hadjivassiliou pubblicò con il suo team un editoriale sul Journal of Neurology, Neurosurgery and Psychiatry:

‘La sensibilità al Glutine come malattia Neurologica’

Ci sono voluti quasi 2000 anni per rendersi conto che una comune proteina alimentare, introdotta nella dieta umana piuttosto tardi (circa 10.000 anni fa) può provocare malattie non solo dell’intestino, ma anche della pelle e del sistema nervoso.
Le manifestazioni neurologiche multiformi della Sensibilità al Glutine possono verificarsi senza alcun coinvolgimento dell’intestino e i Neurologi devono pertanto acquisire familiarità con questa correlazione […].

 

Il dr Marios Hadjivassiliou mostrò in quello studio le risonanze magnetiche al cervello (MRI) e anche le differenze sulla materia bianca celebrale tra un cervello normale e un cervello di un soggetto sensibile al glutine che consuma Glutine.

Questo fu il risultato

 

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E’ evidente che l’attività celebrale di un soggetto sensibile al Glutine è totalmente anomala rispetto a un soggetto sano.

 

Il dr Rodney Ford nel 2009 scrisse un intero articolo dal titolo ‘La Sindrome da Glutine: una malattia Neurologica’, dove spiegava ”l’intereferenza del Glutine con le reti neuronali”.

Dati ormai evidenti indicano come il sistema nervoso sia il sito primario dei danni da Glutine.
Questa implicazione è di enorme portata. Perchè danni neurologici nei pazienti avvengono indipendentemente che siano celiaci o meno.

 

grainbrain-davegambaNel suo libro di quest’anno il dr Perlmutter  prosegue dichiarando:

Tutti possiamo essere sensibili al Glutine dal punto di vista neurologico.
Non importa il livello della nostra sensibilità, è comunque un rischio enorme in ogni caso.

Il vero problema è che non esistono segnali evidenti di questa epidemia silenziosa entro i confini del nostro cervello e sistema nervoso, in quanto il cervello NON possiede recettori del dolore che possano avvisare dell’infiammazione in corso.

 

Ricordo anche qui, come in tutto il resto del blog, che risolvere le infiammazioni in generale è la chiave della salute.

 

Perchè una malattia non è altro che un’infiammazione che si è cronicizzata e che nel tempo si è amplificata.

 

In particolare il dr Perlmutter studiando il Sistema Immunitario a contatto col Glutine ha osservato interessanti scoperte.

Ad esempio che il Glutine stimola produzione di Citochine, molecole infiammatorie, le stesse riscontrate alte nei malati di Alzheimer. In altre parole, ha scoperto che il Glutine in molti casi ha un collegamento diretto con le malattie neurodegenaritive. Come Alzheimer, SLA, Parkinson e così via.

 

Il problema del Glutine è di gran lunga più grave di quello che pensavamo quando lo circoscrivavamo all’intestino (dove è già molto grave) e il suo impatto sulla società è di enorme portata.

 

Nell’articolo completo sui Cereali ho già spiegato i danni causati dal frumento e dalla coltivazione odierna. Ma per quanto riguarda il Glutine nello specifico, l’industria alimentare oggi produce un grano con 40 volte più di glutine del grano di 10.000 anni fa quando cominciammo a coltivare i cereali.

Negli anni ’70 abbiamo capito che il Glutine si scompone nello stomaco diventano un gruppo di polipepetidi in grado di attraversare la barriera  ematoencefalica. Una volta entrati nel cervello, si possono legare ai recettori della morfina del cervello e creare uno stato di euforia sensoariale.
Questa caratteristica è comune un po’ a tutti i carbo moderni e ne ho parlato già in questo articolo per mostrare come queste sostanze tocchino gli stessi punti del cervello delle comuni droghe, come ad esempio la cocaina.

Il Glutine agisce per canali simili!

 

Il dr William Davis descrivere bene questo fenomeno nel suo libro Zero Grano:

Ecco, quindi, una sintesi di ciò che succede al vostro cervello quando siete sotto l’effetto del grano.

La digestione produce composti simili a morfina che si legano ai recettori degli oppiacei del cervello. Il che vi regala una specie di ricompensa, una leggera euforia.

Quando l’effetto viene bloccato o vengono consumati cibi che non producono esorfine, alcune persone provano al contrario uno sgradevole senso di Astinenza.

 

NON E’ FOLLIA PENSARE QUINDI
che l’industria alimentare cerchi di infarcire i suoi prodotti di Glutine, per generarne una dipendenza nel consumatore, giusto?

 

 

IL RUOLO DEL GLUTINE NEI DISTURBI COMPORTAMENTALI

 

Ho mostrato già nell’articolo sul mito del Colesterolo alto, come una dieta povera di Colesterolo (come fondamentalmente cercano di fare tutti) possa portare a problemi umorali, depressivi e disfunzioni sessuali.
Qui adesso vogliamo fare un passo avanti.

Ovvero a cosa può portare il Glutine celebralmente, influenzando umore, comportamento e capacità motoria.

 

Uno degli effetti più evidenti della sensibilità da Glutine a livello celebrale è sicuramente la classica e terribile EMICRANIA. Però vista la vastità di questo disturbo preferisco trattarla in un articolo a parte, dove approfondirla bene.

Vediamo invece in breve quei disturbi del Sistema nervoso che il dr David Perlmutter ha riscontrato essere collegati a questa proteina infiammante. Ogni singolo di questi disturbi correlati al Glutine andrebbe esaurito in un articolo a parte per parlarne con completezza e bibliografando bene gli studi. Ma qui mi limiterò a dare un’infarinatura delle patologie comportamentali più gravi legate al Glutine:

 

Iperattività e deficit dell’attenzione

Questa non è una novità.
Il collegamento tra Disturbo del Deficit di Attenzione e Iperattività (DDAI) e Celiachia sono da tempo collegati da scienza medica neurologica.

Questa patologia sta diventando dilagante. In America il 7% dei bambini ne è affetto oggi. E’ il caso più frequente da curare per i pediatri.

Il dr Perlmutter porta diversi casi di pazienti personali, in genere bambini tra i 6 e 12 anni, con gravissima Iperattività e impossibilità anche a frequentare una normale scuola.

Ci sono casi di guarigioni impressionanti nel giro di pochissime settimane, come il caso di Stuart (pag 164) il quale solo togliendo glutine dall’alimentazione e inserendo Probiotici e DHA (l’Omega 3 fondamentale insieme all’EPA) è tornato a una vita normale migliorando non solo il comportamento ma anche i risultati scolastici. I sintomi, infatti, sparirono dopo due settimane. Anche le Otiti croniche che il bambino possedeva praticamente da sempre, oltre e la regressione totale del DDAI, naturalmente.

 

TUTTO QUESTO IN ASSENZA DI QUALSIASI FARMACO, CHE UN MEDICO CLASSICO AVREBBE DATO IMMEDIATAMENTE PER TAMPONARE LE INFIAMMAZIONI DIFFUSE DEL BAMBINO.

E SENZA FARMACI PSICHIATRICI O CALMANTI, PER IL DEFICIT DELL’ATTENZIONE.

 

Depressione

 

E’ un dato di fatto straziante: la Depressione è la principale causa di disabilità a livello mondiale.

Ed è anche al 4° posto nell’elenco globale delle malattie. I cosidetti antidepressivi sono di gran lunga il trattamento più diffuso contro la depressione, anche se in molti casi NON si sono dimostrati più efficaci di un placebo (e spesso possono essere più pericolosi e portare a un vero e proprio suicidio).

Dal momento che questi farmaci hanno infiniti effetti collaterali, alcune grandi società farmaceutiche stanno iniziando a prendere le distanze e smettono di produrli.

NONOSTANTE SIA UN MERCATO MOLTO REDDITIZIO.

E questo la dice tutta…!
Gli studi scientifici osservano ormai da tempo una sovrapposizione tra celiachia e depressione, molto simile a quella esistente tra celiachia e DDAI (deficit di attenzione).

 

Oggi la depressione colpisce ben il 52% degli individui sensibili al glutine.

 

Quindi la vera domanda è: Qual è il rapporto tra Depressione e danni all’intestino?

Una volta che la mucosa intestinale è lesa dal morbo celiaco non può più assorbire efficacemente nutrienti essenziali, molti dei quali mantegono sano il cervello. Come Zinco, Triptofano, Vitamina B e guarda casa questi nutrienti sono necessari nella produzione di mediatori chimici come la serotonina (ormone del piacere e del benessere).

 

Inoltre la grande maggioranza degli ormoni del buon umore viene prodotta nell’area intestinale.

 

Ovvero quell’area che gli scienziati chiamano ormai il “secondo cervello” (per approfondire leggi il Secondo Cervello del dr Micheal Gershon – dove ne parlo anche in questo mio articolo).

 

Le cellule nervose nell’intestino regolano non solo muscoli, immunociti e ormoni, ma fabbricano anche circa il 90% della Serotonina del corpo. 
Ergo, il ‘cervello intestinale’ ha più influenza sull’umore del cervello situato nel cranio.

Ecco perchè pazienti diagnosticati come depressi in realtà sono semplicemente sensibili al glutine e mediante una dieta priva di glutine e un’integrazione di Zinco, vitamina D (che in realtà non è una vitamina ma un ormone) e Omega 3 trovano enormi miglioramenti e in alcuni casi guarigioni totali.

 

Anche riguardo questo tema, il dr Perlmutter porta decine di casi specifici di suoi pazienti curati con successo, sulla causa e non sul sintomo.

Inutile dire che da questo panorama si evince che il Glutine ha molto probabilmente una grossa influenza anche su altri disutrbi di carattere psicologico. Come la Schizofrenia o il Disturbo bipolare. Infatti è dimostrato che chi ne soffre è anche fortemente sensibile al Glutine.

 

 

Autismo

 

1 bambino su 15 nati oggi svilupperà un disturbo dello spettro autistico.

L’Autismo è un disturbo neurologico che interessa lo sviluppo di competenze sociali e comunicative. Sono stati studiati e sono ancora oggi oggetti di studio diversi fattori di rischio, compresi quelli metabolici, nutrizionali e ambientali.

 

Sappiamo che non esiste una panacea per l’autismo, proprio come non esiste per la schizofrenia o il disturbo bipolare. Queste malattie del cervello sono diversissime ma condividono tutte una caratteristica di fondo: l’Infiammazione.

Tale infiammazione potrebbe essere in parte il risultato di una sensibilità a determinati alimenti.

Nonostante questo argomento sia ancora oggetto di discussione, alcune persone che soffrono di di autismo reagiscono in maniera positiva all’eliminazione dalla loro dieta di glutine, zucchero e talvolta anche latticini (vedi anche mio articolo completo sul Latte).

In un caso particolarmente incredibile del dr Perlmutter, un bambino di 5 anni con diagnosi di autismo severo, risultò soffrire anche di una grave forma di celiachia.
I suoi sintomi autistici si attenuarono dopo che ebbe smesso di consumare glutine, inducendo i dottori a raccomandare che tutti i bambini con problemi di sviluppo neurologico fossero sottoposti ad analisi per valutare sindromi da mal assorbimento (come la celiachia).

 

In alcuni casi i deficit nutrizionali che influiscono sul sistema nervoso possono essere la causa originaria di ritardi nello sviluppo che rispecchiano l’autismo ma anche disturbi meno severi ma di simile natura nei bambini.

 

 

MA COME FACCIO A SAPERE SE SONO SENSIBILE AL GLUTINE?

 

Il neurobiolgo dr Aristo Vojdani una decina di anni fa dichiarò che circa il 30% della popolazione occidentale aveva sensibilità grave al glutine.

Questa cifra è senza dubbio ottimistica e aumentata. Basti guardare l’accresciuto numero di celiaci che rappresentano il massimo livello di sensibilità al Glutine ed è facile calcolare che anche i livelli meno gravi di sensibilità siano aumentati proporzionalmente alla Celiachia.

 

Il modo migliore per sapere se sei più o meno sensibile al Glutine è senz’altro sottoporsi a un test. Le analisi del sangue e la biopsia dell’intestino purtroppo ad oggi non sono il riferimento più preciso per scoprire un’eventuale sensibilità.

Le analisi ideali sono, oltre la glicemia e l’insulina a digiuno, la Proteina C reattiva (o PCR, marcatore dell’infiammazione), Cyrex array 3 (il più completo marcatore della sensibilità al glutine oggi), Cyrex array 4 (a discrezione, misura la reattività a 24 alimenti cross reattivi ai quali può reagire un’individuo sensibile al Glutine).

 

 

DOVE SI TROVA IL GLUTINE?

 

Il Glutine si trova in gran parte dei Cereali, ma non solo. Viene usato anche come composto (per la sua collosità) nella preparazione di molti prodotti commerciali e raffinati.

 

CEREALI CON GLUTINE

Grano
Kamut
Orzo
Farro
Avena
Semolino
Cous cous
Amido
Bulgur
Farina Graham

 

CEREALI SENZA GLUTINE

Riso
Amaranto
Quinoa
Grano Saraceno
Mais
Miglio
Teff
Tapioca
Patata

 

ALTRI ELEMENTI IN CUI SI TROVA SPESSO GLUTINE

Birra
Brodi commerciali
Prodotti già pronti vegetariani/vegani
Salse
Malti
Sciroppi modificati
Affettati (spesso)
Latte in polvere per bambini
Zuppe pronte surgelate (spesso)
Patatine fritte surgelate commerciali
Salsiccia
Sciroppi
Vodka
Cosmetici e igiene intima (leggere sempre Inci)
Francobollo

 

PICCOLA PARENTESI SUL SEITAN

 

Alla luce di quello che abbiamo visto non penso ci sia da aggiungere niente sul Seitan, il preparato molto utilizzato come fonte proteica in campo vegano, che è Glutine Puro.

La cosa curiosa è che il veganesimo si approccia come stile per migliorare la salute. Come vedremo in altri articoli approfonditamente, scegliere prodotti naturali non significa quasi mai rispettare la natura (nè il corpo umano).

Per ora basti sapere che rivolgersi al Glutine come fonte proteica è un suicidio salutistico.

 

 

IN CONCLUSIONE

 

I medici più all’avanguardia sono d’accordo nell’affermare che il Glutine è un problema crescente della nostra società.

NON è più un problema che riguarda solo i Celiaci. E’ un problema che riguarda la stragrande maggioranza della popolazione che abusa di carbo complessi da cereali invece che da altre fonti. Senza considerare che abbiamo visto come il Glutine sia presente in gran parte dei prodotti in commercio.

Senza bisogno di fare nessun allarmismo, è bene conoscere queste cose per decidere se e come modificare le proprie abitudini. Non necessariamente eliminando del tutto la tossina (cosa che sconsiglio per le ragioni spiegate nel mio articolo sui cereali) ma potendo magari decidere di limitarla fortemente.

Sono sicuro che gli sviluppi nella correlazione tra Glutine-Cervello andranno avanti sempre in crescendo nei prossimi anni, confermando e approfondendo sempre di più quello che abbiamo visto in questo articolo.

 

Ti lascio con una video-intervista del dr Mercola al dr Permutter. Sempre interessante per chi decide di approfondire un tema cosi importante (in inglese)

 

 

 

BIBLIOGRAFIA

Dr David Perlmutter, La Dieta Intelligente, 2015

Dr David Perlmutter, Grain Brain

Dr Mercola, articoli e testi

Dr Marios Hadjivassiliou, editoriale Journal of Neurology, Neurosurgery and Psychiatry e Ricerche

Dr William Davis,  Zero Grano

Dr Micheal Gershon, Il Secondo Cervello

 

 

Primo Consulto gratuito







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