RIVOLUZIONARE CORPO
GODENDOSI LA VITA AL MASSIMO

Se in una macchina a benzina mettessimo il diesel, probabilmente avremmo dei problemi.

Per il corpo non è diverso.
Utilizzare il carburante perfetto per le proprie caratteristiche può fare la differenza tra stare bene e sviluppare malattie. Infiammazioni, malattie croniche, fino a diventare malattie degenarative. Sono conseguenze normali per chi continua a mangiare cibi sbagliati.

Le conseguenze possono essere diverse, ma l’origine quasi sempre la stessa.

 

Dunque è bene dedicare un po’ di tempo a capire cosa funziona come benzina perfetta per il nostro organismo.

 

Nel 1930 circa il dr. Weston Price, in seguito alle scoperte alimentari di Roger J. Williams, fu uno dei primi ad investigare sulle diverse variazioni nutrizionali tra i diversi popoli nativi.
I suoi risultati furono pubblicati in Nutrition and Physical Degeneration e furono significativi per capire

la nascita di diverse malattie collegate al cibo.

 

dieta-nutrizioneA quell’epoca ancora molte tribù non erano state toccate dalla civilizzazione occidentale, e il loro livello di salute (anche in diverse altre parti del mondo) era infinitamente maggiore.

Egli si basò in particolare sullo studio di 16 tribù native, che avevano caratteristiche alimentari molto diverse tra loro a seconda della zona.

Tuttavia tutte avevano questi punti in comune:

 

1) Mangiavano vegetali che oggi definiremmo biologici

 

2) Mangiavano cibi interi (che oggi chiameremmo non-raffinati)

 

3) E proteine animali (carni, pesce, uova) di animali liberi (che oggi definiremmo non allevati e biologici)

A seconda del posto geografico, le loro abitudini erano differenti, naturalmente. Tuttavia è significativo notare che nessuna di queste 16 tribù viveva completamente in assenza di proteine animali, e nessuna delle tribù viveva in assenza di vegetali. Anche le più vegane per ragioni territoriali, utilizzavano largamente latte di capra, non vaccino (vedi il popolo degli Hunza).

Però tutte vivevano in assenza di cereali.

 

Inoltre Weston Price scoprì che tutti questi regimi alimentari contenevano almeno 4 volte la quantità di oligominerali e vitamine idrosolubili della nostra alimentazione media di oggi.

Gli abitanti di queste tribù avevano una salute robusta, dei fisici eccellenti asciutti e forti, e una durata di vita in assenza di malattie notevole.
Weston Price dunque stabilì che l’alimentazione ‘dell’uomo bianco’ era deleteria e indebolente maggiormente per queste ragioni:

– Lo Zucchero

 

– La Farina

 

– Il Latte pastorizzato

 

– I Grassi Idrogenati

 

– Diminuzione di cibi biologici (dunque anche un apporto di vitamine e minerali bio-disponibili inferiori)

 

– L’utilizzo di cibi ‘raffinati’, con lo sviluppo dell’industrializzazione

Un ottimo esempio fu quello del chirurgo Josef Romings che nei suoi 36 anni a contatto con le tribù di indiani indigeni americani, non riscontrò mai un caso di malattia grave (dove per grave si intende cancro, problemi di intestino, fegato, stomaco) e neppure una appendicite!

 

Curiosamente gli Indiani d’America iniziarono ad ammalarsi seriamente con l’introduzione della dieta dell’uomo bianco. Tuttavia anche in quei casi, le guarigioni erano molto più veloci e immediate quando l’individuo tornava alla sua alimentazione originale.

Queste ricerche non furono (e non sono nemmeno oggi) molto sponsorizzate a livello di massa. E lo testimonia il fatto che lo stile alimentare della società odierna si basi sull’utilizzo di Farina, Zucchero, Bibite, Dolci. Ovunque. Questi sono di fatto gli alimenti consumati (e sponsorizzati) alla popolazione dai mass-media.

 

Una buona dimostrazione che per la salute (e la linea) non è solo un problema di QUANTO cibo si mangia, bensì SOPRATTUTTO DI QUALE.

Eppure la Medicina tradizionale occidentale insiste nel proporre sistemi alimentari basati sulle calorie e il pesare i cibi, quando le ricerche sul campo hanno fatto saltare questi schemida anni.

 

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